Joseph Kent, si è DIMESSO
Il direttore del Centro Nazionale Antiterrorismo degli Stati Uniti, Joe Kent, si è DIMESSO, affermando che "non può in buona coscienza sostenere la guerra in corso in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa della pressione di Israele e della sua potente lobby americana".

Un alto funzionario dell'intelligence iraniana, parlando esclusivamente con un corrispondente di Press TV, ha rivelato stime dettagliate dei danni inflitti all'esercito americano nella regione durante i primi sette giorni della guerra in corso.
Secondo il funzionario, fonti extra-regionali hanno fornito all'Iran una valutazione completa delle perdite americane - sia umane che materiali - derivanti dalle operazioni militari di rappresaglia iraniane dal 28 febbraio.
La principale scoperta indica un esaurimento critico delle scorte di difesa aerea sia per gli Stati Uniti che per il regime israeliano, uno sviluppo descritto come "molto grave" dal funzionario.
L'intelligence fornisce inoltre dettagli su pesanti perdite, riferendo che almeno 200 militari statunitensi sono stati uccisi e oltre 3.000 feriti nella prima settimana stessa.
Le perdite materiali delineate sono altrettanto significative.
Il funzionario ha dichiarato che gli Stati Uniti hanno perso 150 piattaforme di lancio missilistico e 23 sistemi di difesa aerea Patriot. Un totale di 37 aerei e elicotteri sono stati anche distrutti. Il rapporto ha anche notato che il 43 percento delle scorte di armi statunitensi sono state annientate.
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18 marzo 2026